LA SEMPLICITA'

Luglio 20, 2020
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L'estate può essere un momento in cui trovare il tempo da dedicare alla pratica come attività quotidiana!

Non è necessario fare grandi cose, siate all'insegna della SEMPLICITA'! Iniziate ad essere semplici proprio sul tappetino per poi portare questa qualità nella vostra quotidianità.

Semplici nella pratica, nei movimenti, nello stare.
Semplici nel parlare, nel comunicare, nel pensare, nelle relazioni, nel nutrirsi, nel socializzare, nel modo di vivere. Liberarsi dalle complicazioni inutili.
Questo fa parte dell'autoeducazione che ci propone la via dello Yoga, ma non può essere una costrizione.
E' per questo che è necessario iniziare dalle piccole cose, dai piccoli gesti. Si crea un ordine maggiore nella propria esistenza, si ritrova la forza, si riconosce ciò che è essenziale, ciò di cui abbiamo bisogno.

Sedetevi sul tappetino senza fretta, senza affannarvi a mettere insieme idee e immagini di posizioni o a cercare una logicità nella sequenza. Ascoltatevi con fiducia e sentite dove vi porta il corpo. Il corpo ha una grande intelligenza... è la mente prevaricante che ci induce a strafare. Buona pratica!

Hari om tat sat

IL TEMPO DELLA PAUSA

Giugno 1, 2020

Il periodo del lockdown ci ha posto nella condizione di fermarci, ci ha messo in pausa dall'incessante corsa contro il tempo, dai molti impegni quotidiani.
E' stato una modalità obbligata e violenta e ci ha posto tutti nella stessa condizione.
Una pausa per nulla semplice, che è stata inizialmente l'attesa di un ritorno alla presunta normalità, una pausa che ci stava un po' stretta, faticosa, ma che poi abbiamo iniziato ad apprezzare.


Penso che non dovremo dimenticarci di questo, può essere lo spunto per indagare e riflettere su questo aspetto: la pausa da apprezzare come momento di sospensione in cui dimorare, senza agganciarsi a quello che è stato, senza proiettarsi su quello che verrà dopo. Un tempo che può essere minimo oppure può dilatarsi a lungo. Una possibilità per distogliersi dall'incessante corsa dell'esistenza.
La pratica dello Yoga ci conduce in questa direzione "fermarsi nell'immobilità" che non è passività, ma stabilità nel cogliere quello che avviene espandendo la coscienza, nel "microcosmo individuo" e nel "macrocosmo universo" con una visione più ampia.

Questo è quello che propongo:

fare esperienza della pausa attraverso il respiro e praticare viloma pranayama. L'inspiro e poi l'espiro vengono frazionati e ogni frazione è intervallata da una pausa. Tante piccole pause da assaporare: ognuna con il suo tempo, il suo valore. Scoprire il riempimento lento per dimorare nella pienezza e lo svuotamento lento per dimorare nel vuoto.

Hari om tat sat